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Tutto quello che  devi assolutamente   sapere sugli ftalati,  sostanze tossiche dal nome impronunciabile

Tutto quello che devi assolutamente sapere sugli ftalati, sostanze tossiche dal nome impronunciabile

La rubrica dei perturbatori endocrini – parte 4

Oggi parleremo degli ftalati, una famiglia di sostanze chimiche organiche, esteri dell’acido ftalico, utilizzati come solventi, agenti plastificanti, ottimizzatori della consistenza dei prodotti.

Sino a qui – quasi – tutto bene, ma va detto che sono prodotti chimici derivanti dal petrolio aggiunti appunto alle plastiche per migliorarne la consistenza, la modellabilità e la flessibilità. In più gli ftalati sono dei perturbatori endocrini per questo ne parliamo in questa rubrica.

Quali sono?

DINP – ftalato di diisononile

DEHP – ftalato di bis(2-etilesile)

DNOP – ftalato di diottile

DIDP – ftalato di diisodecile

BBP – ftalato di butilbenzile

DBP – ftalato di dibutile

Dove li troviamo?

Purtroppo sono presenti in una grande quantità di oggetti uso quotidiano. Li troviamo nei prodotti e nella conservazione degli alimenti, basti pensare che gli ftalati sono utilizzati nella lavorazione delle pellicole in PVC. Avete presente le pellicole per gli alimenti? Gli ftalati sono utilizzati nella produzione del PVC, materiale plastico apprezzato appunto proprio per la sua modellabilità e flessibilità.

Ciò comporta che non solo sono contenuti in questi materiali per la conservazione del cibo, ma vanno inevitabilmente a contatto con il cibo stesso, il quale non ne è di per se esente. Possiamo infatti trovarli, nel latte intero e ad esempio in alcuni carni come il pollame. Uno studio condotto dalla George Whasington University e successivamente pubblicato sull’Enviromente International sostiene che chi consuma spesso i propri pasti fuori casa o nei fast food è più esposto agli ftalati. Inoltre secondo lo studio è anche meno probabile che il cibo preparato in casa sia contaminato dagli ftalati. Secondo la ricerca, mangiare fuori rappresenta un importante e sottostimato fattore di rischio per la popolazione circa l’esposizione agli ftalati.

Ancora gli ftalati possono trovarsi nei saponi, negli shampi, nei profumi, nelle vernici, nei pesticidi e nei giocattoli per bambini, in particolar modo, nelle bambole, negli animali di plastica, nei giochi da spiaggia, nelle macchinine, nei giochi gonfiabili, nelle maschere. Proprio su questo punto è intervenuta la normativa Europea, stabilendo che l’utilizzo di tali sostanze non è consentito in concentrazioni superiori allo 0,1 % nei giocattoli e negli articoli per l’infanzia.

Puntualmente la presenza degli ftalati viene segnalata al RAPEX, il sistema di allerta rapido dell’Unione Europea per prodotti pericolosi, tramite il quale le Autorità degli Stati membri notificano alla Commissione europea prodotti e servizi che rappresentano un rischio grave per la sicurezza dei consumatori. Principalmente le segnalazioni riguardano prodotti di origine cinese. Si pensi che dal 2008 una media di circa 110 segnalazioni all’anno riguarda proprio questa categoria di prodotti per una presenza di ftalati superiore a quanto consentito.

Perchè evitarli?

In primis perchè derivano dal petrolio, ma non dimentichiamo che sono dei perturbatori endocrini.

Alcuni studi hanno notato una relazione tra ftalati e disturbi nello sviluppo degli organi genitali. Sono sostanze tossiche per la riproduzione. Sono degli interferenti endocrini che possono avere ripercussioni sul sistema riproduttivo.

Come evitarli?

Da parte nostra possiamo ridurre il contatto con queste sostanze tramite alcune accortezze, come ad esempio scegliere prodotti PVC free, evitare i prodotti provenienti dalla Cina soprattutto giocattoli preferendo quelli in legno, leggere sempre bene l’Inci nei cosmetici.

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